Mio articolo sul Deep Learning appena uscito su ZeroUno

 L'intelligenza artificiale è uno dei temi IT che più mi intrigano, anche per via delle connessioni fra l'informatica e le neuroscienze (sono sempre stato un appassionato di psicologia, neurologia e psichiatria). Il Deep Learning (DL) è di sicura delle branche dell'artificial intelligence (AI) che in questo momento sta facendo passo da gigante su tutti i fronti: da quello della ricerca a quello delle applicazioni effettivamente utilizzate in svariati campi. Le abbiamo nei cellulari ma sono utilizzate nei più sofisticati apparecchi elettromedicali, servono nelle banche, ma anche nella ricerca scientifica, soprattutto genetica e farmacologica

https://www.zerounoweb.it/analytics/cognitive-computing/deep-learning-cose-e-in-quali-casi-si-usa-lapprendimento-profondo/

Aggiornamenti su di me e i miei progetti (1)

Ho deciso di chiedere alle agenzie di PR di cancellarmi dalle mailing list, poiché tanto non possono dare seguito ai loro comunicati stampa e preferisco continuare ad aggiornarmi sugli argomenti di mio interesse leggendo i media online e cartacei.

Questo non significa che con la professione giornalistica freelance (quella da dipendente è un lontano ricordo) ho chiuso. Ma continuerò a scrivere dietro commissione degli editori che me lo chiederanno, ma per quello che devo confezioni posso raccogliere le informazioni specifiche - così come le interviste - a tempo debito.

Mi piacerebbe invece iniziare a scrivere libri, blog, soggetti per fiction o tracce per documentari. I temi che mi interessando sono in particolare le biografie e il periodo Ottocento-prima metà del Novecento, che penso i giovani di oggi non abbiano molto occasione di conoscere come si dovrebbe.



Salute: italiani favorevoli al digitale

Una ricerca realizzata in cinque paesi da VMware, una software house multinazionale leader nelle tecnologie per il cloud e la virtualizzazione, certifica che gli italiani non sono affatto restii a utilizzare l'ICT (information communications technology) per la tutela della salute e la cura delle malattie.

Secondo l'indagine, il 45% dei nostri connazionali (44% a livello europeo) non sono contrari a sostituire consulti medici in presenza con visite online. Ben l'88% del campione si è definito o "digitalmente curioso" o "esploratore digitale", il che indica una fiducia circa gli effetti positivi delle tecnologie ICT nei confronti della gestione della salute.

Interessante notare che il 61% ha affermato di essere felice se le tecnologie digitali possono permettere a famigliari con malattie croniche, o di lunga durata, di vivere il località lontane dai medici e dalle strutture sanitarie ma che consentono di godere di una maggiore qualità della vita. Questo se le tecnologie sono in grado di prevedere - attraverso metodologie di elaborazione intelligente dei dati - quando il familiare dovra tornare per sottoporsi alla prossima visita o terapia.

Per concludere, il 73% degli intervistati italiani del sondaggio VMware ritiene che le tecnologie digitali hanno il potenziale per ridurre la diffusione del Covid-19. Il 57% pensa che possano contribuire a diminuire il rischio di sottoporsi a interventi chirurgici invasivi nell'arco del prossimi cinque anni. Il 61% ha fiducia che possano contribuire al miglioramente della qualità della vita delle persone vulnerabili, come anziani e disabili.



I cori al tempo del lockdown

La pandemia da Covid-19 ha creato seri problemi ai cori in moltissimi paesi. Credo che la maggior parte di essi abbia reagito con coraggio e determinazione di andare avanti nonostante le difficoltà imposte dalle misure di distanziamento sociale.

Da mesi vedo cori che propongono sul web (in particolare su social media quali YouTube e Facebook) proprie esibizioni realizzate con i coristi che cantano ognuno da casa propria davanti a una webcam. Ogni volta mi meraviglio per come, nonostante l'isolamento fisico, questi coristi riescano a cantare in perfetta sincronia, sicuramente ben guidati dal loro maestro o direttore. Lo stesso discorso vale per i musicisti che li accompagnano, da pianisti a piccole orchestre formate da alcuni strumenti. 

Sempre sui social, oltre alle esibizioni, vengono mostrati anche brevi documentari realizzati da determinati cori (soprattutto quelli più famosi di voci bianche), che mostrano spezzoni di prove o di didattica a distanza. Spesso questi brevi documentari servono, oltre a gratificare i ragazzi che studiano e provano con gli altri da remoto, anche a testimoniare che le attività di tali cori continuano, che i coristi sono sempre pronti a tornare a esibirsi dal vivo, e che magari sarebbero gradite delle offerte - anche piccole - in denaro per ovviare ai mancati introiti dovuti alle cancellazioni dei concerti in presenza.

Dietro alle prove a distanza e concerti in streaming (con i coristi ognuno da casa propria o in presenza in qualche luogo, con le dovute contromisure anti-contagio) c'è un'attività di innovazione tecnologica e di sua gestione che mi piacerebbe approfondire. Quali strumenti tecnologici servono? Quale formazione è necessaria per chi li utilizza? Quali sono i costi da affrontare? Se qualcuno ha delle risposte, mi piacerebbe che le condividesse con commenti (da me moderati) a questo blog.



Autobiografia da adulto - Cap. 11 - Idoneo alle armi

 La vacanza a Vieste, purtroppo, si concluse con un fatto spiacevole. Una sera decidemmo di recarci in un luogo situato sulle pendici di una...