Un sabato a mettere a posto vecchie foto

Sabato mattina, giornata decisamente primaverile, come le ultime. Ogni tanto esco per leggere il giornale o lavorare con il telefono in un parco vicino a casa. Stamattina, invece, sto nella mia abitazione a fare quello che ho deciso ieri sera: rimettere in ordine la mia grande raccolta di foto della mia vita. Fra gli obiettivi, tenere assolutamente negativi, diapositivi e stampe delle fotografie analogiche a cui tengo di più o che hanno un valore storico, buttare invece la "fuffa", dopo averla eventualmente digitalizzata. Ecco alcuni scatti di me quando avevo meno di un anno, nel 1960.
















Salute: italiani favorevoli al digitale

Una ricerca realizzata in cinque paesi da VMware, una software house multinazionale leader nelle tecnologie per il cloud e la virtualizzazione, certifica che gli italiani non sono affatto restii a utilizzare l'ICT (information communications technology) per la tutela della salute e la cura delle malattie.

Secondo l'indagine, il 45% dei nostri connazionali (44% a livello europeo) non sono contrari a sostituire consulti medici in presenza con visite online. Ben l'88% del campione si è definito o "digitalmente curioso" o "esploratore digitale", il che indica una fiducia circa gli effetti positivi delle tecnologie ICT nei confronti della gestione della salute.

Interessante notare che il 61% ha affermato di essere felice se le tecnologie digitali possono permettere a famigliari con malattie croniche, o di lunga durata, di vivere il località lontane dai medici e dalle strutture sanitarie ma che consentono di godere di una maggiore qualità della vita. Questo se le tecnologie sono in grado di prevedere - attraverso metodologie di elaborazione intelligente dei dati - quando il familiare dovra tornare per sottoporsi alla prossima visita o terapia.

Per concludere, il 73% degli intervistati italiani del sondaggio VMware ritiene che le tecnologie digitali hanno il potenziale per ridurre la diffusione del Covid-19. Il 57% pensa che possano contribuire a diminuire il rischio di sottoporsi a interventi chirurgici invasivi nell'arco del prossimi cinque anni. Il 61% ha fiducia che possano contribuire al miglioramente della qualità della vita delle persone vulnerabili, come anziani e disabili.



Oggi è la giornata della sicurezza informatica

Il 9 febbraio è il giorno della cybersecurity. Secondo il Clusit, l'Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, le principali minacce arrivano dal web, sfruttando incertezze e debolezze psicologiche delle vittime. Nel corso del 2020 oltre il 60% degli attacchi informatici è stato condotto utilizzando malware “semplice” e tecniche di Phishing e Social Engineering. In particolare, oltre il 40% delle campagne condotte con tecniche di Phishing tra febbraio e giugno del 2020 ha sfruttato il tema Covid-19, facendo leva sull’incertezza globale e sui temi della pandemia.

Per l'Associazione, nonostante il tema della Cybersecurity sia ampiamente diffuso e la consapevolezza generale in crescita, gli esperti di Clusit sono consapevoli che ci sia ancora molto lavoro da fare, a partire dalla “prima alfabetizzazione”, un’urgenza già a partire dalle scuole primarie.

“La consapevolezza individuale in merito ai rischi cyber è ancora insufficiente”, afferma Gabriele Faggioli, presidente di Clusit. “Al di là delle normative, che sono essenziali e imprescindibili, è necessario investire sulla formazione e sulla consapevolezza dei cittadini, a partire dai genitori ma anche i giovani e giovanissimi, sicuramente fin dalle scuole primarie”.



I cori al tempo del lockdown

La pandemia da Covid-19 ha creato seri problemi ai cori in moltissimi paesi. Credo che la maggior parte di essi abbia reagito con coraggio e determinazione di andare avanti nonostante le difficoltà imposte dalle misure di distanziamento sociale.

Da mesi vedo cori che propongono sul web (in particolare su social media quali YouTube e Facebook) proprie esibizioni realizzate con i coristi che cantano ognuno da casa propria davanti a una webcam. Ogni volta mi meraviglio per come, nonostante l'isolamento fisico, questi coristi riescano a cantare in perfetta sincronia, sicuramente ben guidati dal loro maestro o direttore. Lo stesso discorso vale per i musicisti che li accompagnano, da pianisti a piccole orchestre formate da alcuni strumenti. 

Sempre sui social, oltre alle esibizioni, vengono mostrati anche brevi documentari realizzati da determinati cori (soprattutto quelli più famosi di voci bianche), che mostrano spezzoni di prove o di didattica a distanza. Spesso questi brevi documentari servono, oltre a gratificare i ragazzi che studiano e provano con gli altri da remoto, anche a testimoniare che le attività di tali cori continuano, che i coristi sono sempre pronti a tornare a esibirsi dal vivo, e che magari sarebbero gradite delle offerte - anche piccole - in denaro per ovviare ai mancati introiti dovuti alle cancellazioni dei concerti in presenza.

Dietro alle prove a distanza e concerti in streaming (con i coristi ognuno da casa propria o in presenza in qualche luogo, con le dovute contromisure anti-contagio) c'è un'attività di innovazione tecnologica e di sua gestione che mi piacerebbe approfondire. Quali strumenti tecnologici servono? Quale formazione è necessaria per chi li utilizza? Quali sono i costi da affrontare? Se qualcuno ha delle risposte, mi piacerebbe che le condividesse con commenti (da me moderati) a questo blog.



Ricomincio dalla filatelia

Da piccolo avevo l'hobby della filatelia. Fra tanti altri. Ma se vedevo un francocollo che mi attirava, gli riservavo una parte dei miei limitati averi. Di solito si trattava di francobolli italiani del periodo del Regno dei Savoia. Qualche volta, oltre che nelle edicole o nei negozi che vendevano ai filatelici, li trovavo su qualche busta che portavo via da qualche casa o fabbrica abbandonata, che negli anni Sessanta e Settanta erano presenti nelle periferie di Milano.

Da adolescente ho un po' lasciato questo interesse, anche se mettevo da parte le cartoline e le buste affrancate che mi capivano sotto mano. Da giovane adulto ho continuato a fare lo stesso. Proprio oggi mi sono capitate sotto mano delle buste affrancate che erano arrivate al mio primo posto di lavoro. Sempre da adulto, francobolli nuovi, buste primo giorno, affrancature particolari hanno iniziato ad essermi regalati dai miei genitori in occasione di Natali e compleanni. In quel periodo ho iniziato anche a dedicarmi più sistematicamente a raccogliere francobolli dedicati ai temi della letteratura (prima perché ero iscritto alla facoltà di Lettere Moderne e poi perché ero un giornalista) e alle telecomunicazioni (ero diventato radioamatore). In occasione di alcuni viaggi all'estero con mia moglie e i miei figli, ho iniziato a visitare sempre gli uffici postali alla ricerca di nuove emissioni su queste tematiche.

Negli ultimi anni ho smesso di acquistare francobolli o altri prodotti filatelici. Ma dai miei, mancati purtroppo nel primo decennio degli anni Duemila, ho ereditato parte delle loro collezioni. E così in questi giorni ho ricominciato a fare ordine fra le raccolte loro e lei mie, che si sono accumulate in raccoglitori e scatole varie. Ho cominciato anche a scannerizzare questo materiale in modo da poterlo archiviare ma averlo sempre a disposizione sotto forma di foto memorizzate nel computer.

Non escludo che, nei prossimi mesi, cercherò di vendere quello che non mi interessa e tenere solo quello a cui sono legato o che ha attinenza con temi che voglio approfondire. In occasione di una mia intervista a Giorgio Bolaffi, uscita sul mensile Espansione a metà del primo decennio degli anni Duemila, sono venuto a sapere da questo grande personaggio che una volta i bambini e i ragazzi imparavano dai francobolli un po' di geografia, storia, progresso tecnico, zoologia e botanica. Allora non c'erano la televisione e internet, e non tutti potevano permettersi giornali, libri e enciclopedie. Ogni nuovo francobollo trovato su una cartolina o una lettera contribuiva ad accrescere la cultura personale e sociale.





Un sabato a mettere a posto vecchie foto

Sabato mattina, giornata decisamente primaverile, come le ultime. Ogni tanto esco per leggere il giornale o lavorare con il telefono in un p...