Per chi fosse interessato, questo il link:
https://www.zerounoweb.it/software/cosa-sono-i-microservizi-e-quali-vantaggi-offrono/
Per chi fosse interessato, questo il link:
https://www.zerounoweb.it/software/cosa-sono-i-microservizi-e-quali-vantaggi-offrono/
Le aziende tendono a soddisfare le loro esigenze di storage attraverso diversi mix di risorse e architetture di memorizzazione che spaziano dalle sedi e filiali (on-premises) a quelle presso provider esterno (off-premises) e su internet (cloud storage). Lo storage vendor NetApp, sempre più software house per la gestione storage (oltre a mantenere un sempre innovativo e eccellente portfolio di soluzioni hardware), sta proponendo nuove tecnologie per permettere ai clienti di disporre di una gestione unificata, semplificata e sicura di tutte le risorse storage, per qualunque tipo di workload (dalle applicazioni tradizionali a quelle cloud native) e punto di implementazione.
Per avere qualche informazioni in più leggi il mio articolo su ZeroUno: https://www.zerounoweb.it/techtarget/searchdatacenter/storage-server-networking/come-ottenere-il-meglio-dal-cloud-secondo-netapp/?utm_campaign=zerouno_nl_20211028&utm_source=zerouno_nl_20211028&utm_medium=email&sfdcid=0030O00002LZulxQAD
Una ricerca realizzata in cinque paesi da VMware, una software house multinazionale leader nelle tecnologie per il cloud e la virtualizzazione, certifica che gli italiani non sono affatto restii a utilizzare l'ICT (information communications technology) per la tutela della salute e la cura delle malattie.
Secondo l'indagine, il 45% dei nostri connazionali (44% a livello europeo) non sono contrari a sostituire consulti medici in presenza con visite online. Ben l'88% del campione si è definito o "digitalmente curioso" o "esploratore digitale", il che indica una fiducia circa gli effetti positivi delle tecnologie ICT nei confronti della gestione della salute.
Interessante notare che il 61% ha affermato di essere felice se le tecnologie digitali possono permettere a famigliari con malattie croniche, o di lunga durata, di vivere il località lontane dai medici e dalle strutture sanitarie ma che consentono di godere di una maggiore qualità della vita. Questo se le tecnologie sono in grado di prevedere - attraverso metodologie di elaborazione intelligente dei dati - quando il familiare dovra tornare per sottoporsi alla prossima visita o terapia.
Per concludere, il 73% degli intervistati italiani del sondaggio VMware ritiene che le tecnologie digitali hanno il potenziale per ridurre la diffusione del Covid-19. Il 57% pensa che possano contribuire a diminuire il rischio di sottoporsi a interventi chirurgici invasivi nell'arco del prossimi cinque anni. Il 61% ha fiducia che possano contribuire al miglioramente della qualità della vita delle persone vulnerabili, come anziani e disabili.
La vacanza a Vieste, purtroppo, si concluse con un fatto spiacevole. Una sera decidemmo di recarci in un luogo situato sulle pendici di una...