Covid-19: app open source per monitorare gli spostamenti

Non è quella che ha scelto il governo italiano, ma è interessante. E' l'app creata da una comunità internazionale volontaristica di sviluppatori, data scientist e altri esperti guidati da un professore del MIT. Si tratta di PrivateKit, frutto dell'iniziativa Safe Paths, promossa appunto dal MIT il collaborazione con altre entità. L'app, rigorosamente open source, ha partecipato call for action Innova Italia indetta dal governo italiano, che però alla fine ha scelto per un'altra Immuni. In questo articolo che ho scritto per ZeroUno trovate tutti i dettagli di PrivateKit. Che se non sarà usata in Italia, potrà esserlo in altri paesi.

https://www.zerounoweb.it/cio-innovation/app-per-muoversi-con-meno-rischi-nella-fase-2-della-pandemia/

Cisco: co-innovation center sulla cybersecurity a Milano

Lo scorso 24 gennaio 2020, Cisco ha inaugurato all'interno del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano uno dei suoi co-innovation center sulla cybersecurity sparsi in tutto il mondo.

Il sottoscritto ha avuto l'occasione di partecipare alla conferenza stampa indetta nella stessa giornata per conto della testata online ZeroUno, del gruppo Digital 360.

Il centro di co-innovazione è un luogo dove esperti in sicurezza informatica di Cisco si possono incontrare con aziende, istituzioni, università e semplici cittadini per discutere di temi inerenti alla cybersecurity e sviluppare insieme progetti e soluzioni concrete.

Non è un caso che la struttura si trovi all'interno di un museo che - come ha detto il suo direttore generale Fiorenzo Galli - è diventato un'istituzione culturale, un luogo di diffusione di informazioni e competenze scientifiche e tecniche a favore della società.

Il museo è molto frequentato anche da scolaresce e bambini, che partecipano ad attività educative. Cisco Italia mette a disposizione di questi laboratori dei tecnici in grado di spiegare ai più giovani i fondamenti della sicurezza informatica. In questi programmi agisce anche in collaborazione con altre realtà, fra le quali la Polizia Postale.

Se vuoi leggere il mio articolo, clicca qui.

Chuck Robbins, CEO di Cisco, porta il suo saluto ai giornalisti convenuti per la conferenza stampa di inaugurazione del Co- Innovation Center presso il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci

Ghiacciofilia, ricordi di un periodo del pattinaggio

Ieri mattina mi è arrivata una chiamata da New York in cui mi si chiedevano informazioni sul sito Ghiacciofilia.it, che ho creato nel 2007 e dismesso nel 2014. Ho spiegato che era un blog e che è stato chiuso. Purtroppo mi sono dimenticato di chiedere chi fosse dall’altra parte del filo.

Nel pomeriggio ho scoperto che sul sito Skuola.net c’è in vendita una tesi sul giornalismo sportivo in cui si è scritto di Ghiacciofilia e ArtOnIce, con interviste a me e a loro (https://www.skuola.net/universita/tesi/tesi-giornalismo-sportivo).

Qualche mese fa, stimolato dalla richiesta di un'atleta oggi adulta, che mi chiedeva se potessi inviarle alcuni video in cui si vedeva pattinare da piccola, ho deciso di riversare sul computer tutte le riprese che avevo effettuato e creare dei file con i programmi migliori. Sia perché mi era più facile accreditarmi a tali gare, sia perché era mio interesse mettere in evidenza il "movimento giovanile", i video si riferiscono nella quasi totalità ad atlete e atleti delle categorie da Propaganda a Juniores (degli anni 2008-2011, soprattutto). Ho effettuato riprese anche di gare con atleti Senior italiani. I video in questione sono da me caricati sul mio canale YouTubehttps://www.youtube.com/channel/UC3RvBYrMYjkD4l5jBGViQ5w/

Dal 2012 ho smesso di effettuare riprese per due motivi: il primo è che la Fisg (Federazione Italiana Sport Ghiaccio, o Federghiaccio) ha siglato un accordo con una Web Tv che veniva a filmare le gare con attrezzature professionali; il secondo è che sono stato nominato alcune volte Chief Media Officer di alcune competizioni internazionali organizzate in Italia dall'ISU (International Skating Union), attività che mi precludeva la possibilità di fare anche filmati. Per contro ho avuto modo di lavorare fianco a fianco con veri professionisti della fotografia e della televisione. 

Se vi interessasse seguire l'evoluzione (o meglio la nuova evoluzione del mio canale YouTube, unicamente come scrigno di ricordi di un'epoca del pattinaggio) andate all'indirizzo https://www.youtube.com/channel/UC3RvBYrMYjkD4l5jBGViQ5w/.

Qui sotto, solo un esempio dei video realizzati, peraltro ancora con la prima videocamera molto "economica" (uguale a scadente). Si tratta di riprese per cui a suo tempo ho ottenuto la liberatoria di pubblicazione, oppure ho ottenuto il permesso in tempi più recenti direttamente dagli atleti, contattati via Facebook.


Mio articolo sulla trombosi venosa profonda

Domenica 13 ottobre 2019 si è celebrata Giornata Mondiale della Trombosi (World Thrombosis Day). Il lunedì mattina successivo ho avuto la fortuna di poter partecipare a un evento su questa patologia presso la sede milanese di Boston Scientific, una multinazionale biomedicale nota soprattutto per la ricerca, lo sviluppo e la produzione di soluzioni per la chirurgia mini-invasiva per la cura di diverse patologie.

All'incontro, dedicato in particolare alla Trombosi Venosa Profonda (TVP) e alla sue possibili complicanze (fra cui la pericolosissima embolia polmonare), era stato invitato a parlare il dottor Domenico Baccellieri, coordinatore Vein Center dell'Unità di Chirurgia Vascolare dell'Ospedale San Raffaele di Milano. Altra ospite d'eccezione la signora Federica Fedele, colpita due anni fa da un episodio di TVP (dovuto, fra gli altri fattori, a una mai diagnosticata sindrome di May Thurner), la quale ha raccontato la sua esperienza di vita prima e dopo essersi sottoposta due interventi chirurgici per l'asportazione di un trombo e la ricanalizzazione della vena iliaca esterna, praticati da dottor Baccellieri.

Dalla mia presenza alla conferenza e da due interviste esclusive al dottor Baccellieri e alla signora Fedele, effettuate al termine della mattinata, ho tratto un articolo pubblicato il 23 ottobre 2019 su Il Giornale. Se siete interessati a leggerlo, cliccate qui.

ALT, controllo fibrillazione atriale

Dall'ufficio stampa di ALT, Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle Malattie Cardiovascolari – Onlus, riceviamo e volentieri pubblichiamo

15 secondi per ascoltare il ritmo del proprio cuore, 3 minuti per convincere anche gli altri a farlo, condividendo questo messaggio di ALT. Perché due dita sul polso possono salvare una vita.

È la sfida che ALT - Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle Malattie Cardiovascolari – Onlus lancia in occasione dell’8°Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi , in programma mercoledì 17 aprile 2019,  per dire «ALT» all’ictus cerebrale da fibrillazione atriale, con la campagna ChYP- Check Your Pulse.

Due milioni di italiani e 6 milioni di europei soffrono di fibrillazione atriale: un problema diffuso e grave, spesso ignorato o non riconosciuto,  che può avere conseguenze devastanti, quando provoca un ictus cerebrale. Riconoscere la fibrillazione atriale permette di curarla e di evitare l’ictus cerebrale.
È questo l’obiettivo di  ChYP - Check Your Pulse, il progetto ideato da ALT che invita tutti, partendo dai bambini e dai ragazzi, a imparare a “sentire il ritmo del cuore”, un gioco che salva la vita agli adulti, con un gesto semplice come due dita sul polso.

Un messaggio che, in occasione dell’8° GNLT, ALT vuol far diventare virale, grazie al tutorial di 45 secondi - in italiano e in inglese – che invita tutti, grandi e piccini, a compiere un gesto semplice ma vitale. E a diffonderlo: 10 secondi per impararlo, 15 secondi per condividerlo, passando dalla “visione all’azione”.

L’intervallo fra un battito e l’altro deve essere regolare, come il ritmo di un tamburo: se non lo è, un elettrocardiogramma può confermarlo, un medico può suggerire la cura appropriata, e noi avremo salvato una, molte, tante vite. Talmente facile che può farlo anche un bambino.

ALT invita tutti a collegarsi alle sue pagine Facebook e Instagram, per rispondere fino al 17 aprile al sondaggio online  ChYP&QUIZ, dove gli utenti possono testare il proprio livello di informazione e conoscenza sulla Fibrillazione atriale e Ictus cerebrale mettendosi alla prova rispondendo a una domanda al giorno.

Una campagna tutta social con l’invito speciale a fare ChYP&CLICK. Mercoledì 17 aprile tutti sono chiamati a fare un ChYP -  Check your pulse con due dita sul polso per sentire il ritmo del cuore, e un Click, per scattare la foto e postarla ciascuno sui propri canali Facebook e Instagram, usando gli hasthag #alt #chyp #checkyourpulse #atrialfibrillation #giornatanazionaletrombosi #stroke #ictus #heart #rhythm e @alt - Associazione per la Lotta alla Trombosi – Onlus, per aiutarci a fare in modo che il messaggio arrivi  a tutti e che nessuno, un giorno, possa dire “…Io non lo sapevo…”.
Il messaggio di ChYP è promosso anche dal Gruppo Bracca Acque Minerali che, in occasione della Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi, distribuisce sulle tavole degli italiani 2 milioni di bottiglie di acqua con la retro etichetta dedicata al messaggio di prevenzione.

INCIDENZA - La fibrillazione atriale è un problema globale che moltiplica di 4-5 volte il rischio di ictus, un evento grave che ruba la vita e la qualità della vita lasciando invalidità gravi: ma che può essere evitato, almeno in un caso su tre, come tutte le malattie causate da un trombo, che si forma nel cuore e libera emboli provocando la morte di cellule lontane dal cuore, come quelle del cervello.
La fibrillazione atriale è una aritmia molto frequente, è presente in 4 persone su 1000 nella popolazione generale, e in oltre 3 persone su 100 in chi ha superato i 60 anni.

L’incidenza raddoppia per ogni decade di vita dopo i 55 anni. È più frequente in persone che soffrono di ipertensione, che hanno avuto un infarto, o soffrono di scompenso cardiaco e/o di diabete, che hanno livelli di colesterolo nel sangue troppo alti e troppo a lungo nel tempo, che consumano abitualmente quantità elevate di alcool, che hanno problemi renali: una squadra di complici che rendono più probabile l’insorgenza dell’aritmia e le sue temibili conseguenze.

L’aspetto più drammatico della fibrillazione atriale è che troppo spesso chi ne soffre non  la percepisce o sottovaluta sintomi come mancanza di respiro, palpitazioni, cuore che salta nel petto, senso di svenimento e di debolezza improvvisa: sintomi che non vanno mai sottovalutati.

Uno studio recentemente pubblicato, Silent Atrial Fibrillation and Cryptogenic Strokes,  ha analizzato 10 mila pazienti ricoverati in ospedale per un ictus cerebrale e ha confermato che 237 pazienti su mille, uno su 4, soffrivano di fibrillazione atriale silente, che non dava sintomi finché non ha provocato un ictus cerebrale. Lo studio ha seguito per 24 mesi più di 10mila pazienti colpiti da ictus cerebrale apparentemente senza causa: e ha scoperto che un paziente su due ha avuto un episodio di fibrillazione atriale silente durato oltre cinque minuti, mentre 10 pazienti su 100 hanno avuto per almeno 12 ore in un giorno la fibrillazione atriale senza rendersene conto.

«Se tutte queste persone avessero saputo che il ritmo del cuore si può sentire con due dita sul polso, un gesto talmente  semplice che può farlo anche un bambino, probabilmente avrebbero evitato un ictus cerebrale: un evento catastrofico che lascia uno strascico grave, fisico, mentale e psicologico, che cambia la vita del paziente e di chi lo assiste. Parliamo di un allarme globale, che sta sollecitando l’attenzione di molte Associazioni e Fondazioni dedicate alla prevenzione delle malattie del cuore e del cervello: ecco perchè  ALT dedica l’ottava edizione della “Giornata nazionale per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari” a questa emergenza, chiedendo a quanti vorranno ascoltare il nostro messaggio di imparare a fare la cosa giusta: guardare il video ChYP di ALT, imparare a “sentire” il ritmo del cuore, postare sui social il proprio gesto e condividere la campagna, un’azione collettiva che  può realmente salvare vite e qualità della vita a molti. Anche giovani vite, perchè la fibrillazione atriale e l’ictus colpiscono anche i giovani, i bambini, a persino i neonati. Sarebbe uno spreco enorme perdere questa occasione per diffondere consapevolezza e risparmiare vite e qualità della vita di molti” sottolinea la dott.ssa Lidia Rota Vender, presidente di ALT.

BAMBINI E ADOLESCENTI – i bambini e gli adolescenti possono e devono imparare a “sentire” il ritmo del cuore. Un gruppo di lavoro di LANCET sottolinea come sia urgente e indispensabile cambiare la cultura dei medici e della popolazione, aumentando gli sforzi mirati a diffondere conoscenza sulla possibilità di prevenzione di eventi fatali o gravemente invalidanti come l’ictus cerebrale, implementando strategie di prevenzione, ad ampio raggio e interdisciplinari, condivise a livello internazionale, che richiedono e meritano investimenti in ambito sanitario, educativo, economico e sociale che hanno un alto ritorno sull’investimento : il progetto ChYP è coerente con questa necessità .

Una squadra di giovani aspiranti registi, scenografi e tecnici del suono del CSC- Centro Sperimentale di Cinematografia Lombardia, i giovani percussionisti dell’Orchestra LaVerdi, due scuole milanesi, Istituto Santa Gemma e British School of Milan – Sir James Henderson, e ALT: questa è la squadra che ha dato vita al progetto ChYP che con il sostegno di Fondazione Cariplo e del Fondo in memoria dei coniugi Marsigliesi e al patrocinio di Pubblicità Progresso ha ideato, prodotto e sta diffondendo lo spot ChYP Check Your Pulse, in programmazione sui media grazie alla generosità di giornalisti, concessionari, case editrici, radio e reti televisive, persone e istituzioni generose che stanno collaborando per aiutarci ad amplificare il messaggio che “prevenire l’ictus cerebrale da fibrillazione atriale si può e si deve, con due dita sul polso, per sentire il ritmo del cuore: un gesto semplice, lo può fare anche un bambino”

Lo può fare chiunque, lo potete fare tutti voi, potete insegnarlo a tutti coloro che fanno parte della vostra vita: perchè le malattie cardio e cerebrovascolari da trombosi possono essere prevenute in un caso su tre, con l’informazione.

Tutti insieme, se sapremo usare i mezzi di comunicazione oggi accessibili a tutti, che diventano potenti mezzi di prevenzione, salveremo vite e qualità della vita a molti, che potranno un giorno dire grazie a tutti coloro che vorranno partecipare a questa campagna: con un Click per ChYP.
IL CUORE FIBRILLA: perchè? La parola fibrillazione indica un movimento scomposto, disordinato, che può provocare guai, viene spesso usato dai media per definire uno stato di confusione che fa mancare l’obiettivo: fibrilla il governo, fibrilla l’economia, fibrilla l’Europa, il mondo fibrilla. Fibrillazione è un termine che in medicina significa aritmia, un’irregolarità del ritmo del cuore, che diventa meno efficiente nello svolgere il proprio compito.

Compito del cuore è contrarsi per spingere il sangue pulito nelle arterie e farlo arrivare fino alle cellule più lontane, proprio come l’albero spinge la linfa fino alle venature delle foglie, laddove cede ossigeno e recupera scorie: e dilatarsi per aspirare il sangue sporco che scorre nelle vene per spingerlo nei polmoni a ricaricarsi di ossigeno e di nuovo contrarsi per spingerlo nelle arterie per un nuovo giro.

Il cuore deve battere con un ritmo regolare, più o meno veloce, ma con un intervallo regolare fra un battito e l’altro. A volte accelera, per l’attività fisica, per le emozioni, o rallenta, durante il sonno, ma mantiene un ritmo regolare: altre volte batte invece in modo irregolare, la spinta che imprime al sangue diventa meno efficiente, il cuore non riesce a svuotarsi ad ogni contrazione, il sangue ristagna e coagula formando trombi che liberano frammenti chiamati emboli, che attraverso le arterie viaggiano e si fermano nei rami più piccoli, chiudendoli e provocando la morte delle cellule che avrebbe dovuto invece nutrire: è l’aritmia che causa ischemia, ictus cerebrale, infarto nell’organo colpito.

«Quando il cuore fibrilla – spiega la dott.ssa Lidia Rota Vender, presidente di ALT – possono manifestarsi sintomi quali fiato corto, senso di vertigine, sensazione di pulsazioni nel petto violente e irregolari che il paziente riferisce come “un pesce preso all’amo che si dibatte per liberarsi, o uno sfarfallio, fino alla perdita di coscienza, della capacità di parlare o di muovere una parte del corpo. Se la pompa funziona in modo irregolare le conseguenze somigliano a quelle di un motore che perde i colpi, il sangue non arriva  dove dovrebbe e la mancanza di ossigeno fa soffrire le cellule: e se il cuore non si svuota ad ogni battito, al suo interno si formano coaguli chiamati trombi, che possono sciogliersi, oppure frammentarsi e liberare emboli che, viaggiando nelle arterie, causeranno ischemia o infarto in punti lontani dal cuore, provocando malattie che conosciamo con il nome dell’organo colpito: infarto, ictus cerebrale, ischemia. La fibrillazione atriale è una aritmia del cuore, ma causa eventi gravi in organi diversi dal cuore: conoscerla, e riconoscerla per tempo, permette di intervenire per ristabilire il ritmo del cuore ed evitare che si formino emboli, e di prevenire  l’ictus cerebrale. Ecco perché la FA non può essere sottovalutata. Ecco perché dobbiamo sapere come riconoscerla. Ecco perchè dobbiamo fare la cosa giusta, passando parola, con  ChYP&CLICK.

Fonte: ALT





La dott.ssa Lidia Rota Vender, presidente di ALT



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